Earth Day – Industria della Moda

Earth Day – Industria della Moda

In occasione della giornata mondiale della terra vogliamo accendere il focus su un tema spesso sottovalutato. L’industria della moda è tra le più inquinanti al mondo, si stima che sia responsabile di circa il 10% dell’inquinamento globale arrivando così a coprire il secondo posto come settore più inquinante.

L’attuale scenario economico ha contribuito in maniera dominante, infatti da un lato vi è la volontà di essere alla moda ogni stagione producendo di fatto la cosiddetta moda “usa e getta” dall’altro, si spende sempre meno per capi di qualità. Abiti nuovi, prezzi bassi e alla moda. Il modello di business della fast fashion gioca attorno ad acquisti ricorrenti e di impulso.

Acquisti d'impulso | earth day

Industria della moda e Inquinamento

Oggi si calcola che la moda veloce produce quasi il doppio dell’abbigliamento e degli accessori rispetto a prima del 2000 e questa industria produce tra l’8 ed il 10% delle emissioni globali di CO2 (4-5 miliardi di tonnellate all’anno). Con 79 trilioni di litri di acqua usati ogni anno, questo settore risulta anche uno dei principali consumatori di acqua, ed è responsabile di circa il 20% dell’inquinamento idrico industriale dovuto al trattamento e alla tintura dei tessuti.

Inoltre, ciò contribuisce in modo importante all’inquinamento dei mari, con una stima di circa il 35%  di inquinamento da microplastiche e conseguente produzione di rifiuti tessili dove, se non correttamente differenziati, gran parte finiscono in discarica o inceneritori.

Una delle caratteristiche del fast fashion è la tendenza a prezzi estremamente bassi. La spesa media pro capite per abbigliamento e calzature è scesa del circa 30% nonostante ci sia un aumento degli acquisti effettuati.

I prezzi bassi e una moda che cambia in pochi mesi porta i consumatori ad avere più vestiti nell’armadio, diminuendo però il tempo medio in cui ogni capo viene indossato. La Cina a domina il mercato mondiale della produzione tessile, con un export del valore di 109,9 miliardi di dollari e abbigliamento per un valore di 158,4 miliardi di dollari ogni anno. Oltre all’impatto ambientale legato alla produzione vera e propria, bisogna calcolare anche quello relativo ai trasporti, dal momento che la produzione tessile – per ragioni economiche – è dislocata per lo più nel sud del mondo.

Per combattere questo fenomeno, altre ad effettuare una mirata raccolta differenziata è quella di accendere di più i riflettori su questo fenomeno.

È necessario rallentare i ritmi di produzione, garantire una maggiore qualità dei prodotti, che di conseguenza possono avere un ciclo di vita più lungo.

Bisogna investire in pratiche più sostenibili, ridurre gli sprechi e iniziare a pensare alla sostenibilità come a un’assoluta priorità. Ma, si sa, la cultura del consumismo che stiamo vivendo in questi anni necessita di tempo e soprattutto della volontà dei consumatori per essere debellata.

 

rispetto per l'

Educazione Ambientale

Dal nostro canto non possiamo che contribuire incentivando gli utenti al riuso, alle donazioni ed infine, ad effettuare una corretta raccolta differenziata. Questo per noi è l’unica fonte di sostentamento, infatti è grazie alla valorizzazione di ciò che raccogliamo che basiamo la nostra cooperativa che opera nel settore dal 2014.

Sostentamento che negli anni ci ha consentito di dare e creare numerosi posti di lavoro con particolare riguardo alle fasce più deboli della società, oltre che il sostentamento vero e proprio della cooperativa, l’ammodernamento delle attrezzature e gli investimenti che abbiamo effettuato per i nostri soci lavoratori in termini di formazione e sicurezza.

E’ grazie al riciclo che siamo riusciti a dar vita, nel Comune di Tivoli con la partecipazione di ASA Tivoli Spa ed il nostro partner per la comunicazione, la NaturalMente, al progetto di educazione ambientale nelle scuole del territorio.

In soli 4 mesi, nonostante la pandemia, abbiamo incontrato 24 classi ed oltre 300 alunni a distanza, con lezioni digitali adottando linguaggi ed interazioni differenti a seconda delle fasce di età degli studenti, affrontando i temi della sostenibilità, della riduzione dei rifiuti vista sotto l’aspetto del ciclo di vita dei prodotti, e dell’importanza della qualità della raccolta differenziata.